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Jodh

Indice Jodh

Jōdh (traslitterato anche Yodh, Yod, Yud, Jodh, Jod, Jud o Iod) è la decima lettera e grafema di molti alfabeti semitici, tra cui il fenicio, l'aramaico, l'ebraico Jud י, il siriaco e l'arabo Jāʾ ي (nell'ordine abjad, 28ª nell'ordine moderno).

59 relazioni: Adonai, Aleph, Alfabeto arabo, Alfabeto cirillico, Alfabeto copto, Alfabeto ebraico, Alfabeto greco, Alfabeto latino, Alfabeto siriaco, Antitesi, Approssimante palatale, Braccio, Cabala ebraica, Carattere (tipografia), Caratteri tipografici con grazie, Caratteri tipografici senza grazie, Corsivo, Dittongo, Ы, Fono, Futuro semplice, Gematria, Geroglifici egizi, Gesù, Grafema, Halakhah, He (lettera), I, Iodio, J, Jod, Lingua aramaica, Lingua ebraica, Lingua fenicia, Lingue semitiche, Mano, Mater lectionis, Misticismo ebraico, Nomi di Dio nella Bibbia, Ortografia, Persona (linguistica), Pittografia, Prefisso, Punteggiatura, Quantità vocalica, Rashi, Scriba, Storia dell'alfabeto, Suffisso, Tempo (linguistica), ..., Tetragramma biblico, Tipo di carattere, Tipografia, Torah, Traslitterazione, Vangelo secondo Matteo, Vocale, Vocale anteriore chiusa non arrotondata, Waw. Espandi índice (9 più) »

Adonai

Con Adonai (in ebraico אֲדֹנָי) si indica il Signore, il Dio della Bibbia, ed è anzi uno dei più diffusi fra i nomi di Dio nella Bibbia.

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Aleph

L'ảleph è la prima lettera dell'alfabeto fenicio e la prima lettera dell'alfabeto ebraico.

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Alfabeto arabo

L'alfabeto arabo è il sistema di scrittura usato nella lingua araba.

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Alfabeto cirillico

L'alfabeto cirillico è l'alfabeto usato per scrivere varie lingue slave (il russo, l'ucraino, il bielorusso, il bulgaro, il macedone, il serbo, il ruteno, il bosniaco e il montenegrino) e lingue non slave parlate in alcune delle ex repubbliche sovietiche e nell'odierna Federazione russa.

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Alfabeto copto

L'alfabeto copto è utilizzato per scrivere la lingua copta.

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Alfabeto ebraico

L'alfabeto ebraico (האלפבית העברי) è l'abjad con cui viene scritto l'ebraico.

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Alfabeto greco

L'alfabeto greco è un sistema di scrittura composto da 24 lettere (7 vocali e 17 consonanti) e risale al IX secolo a.C.; deriva dall'alfabeto fenicio, nel quale a ogni segno era associato un solo suono.

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Alfabeto latino

L'alfabeto latino, tecnicamente chiamato script latino, è un insieme di grafi usato dalla maggior parte dei sistemi di scrittura del mondo, tra i quali l'alfabeto della lingua latina, l'alfabeto italiano e della maggior parte delle altre lingue romanze, l'alfabeto inglese, l'alfabeto turco, l'alfabeto vietnamita e molti altri sistemi di scrittura europei ed extra-europei, che lo hanno adottato durante il XX secolo.

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Alfabeto siriaco

L'alfabeto siriaco è il sistema di scrittura utilizzato per scrivere la lingua siriaca a partire dal II secolo.

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Antitesi

L'antitesi (o dicotomia) è una figura retorica di accostamento di due parole o frasi di significato opposto.

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Approssimante palatale

L'approssimante palatale sonora è una consonante rappresentata con il simbolo nell'alfabeto fonetico internazionale (IPA).

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Braccio

Il braccio è la porzione dell'arto superiore compresa fra le articolazioni della spalla e del corrispondente gomito.

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Cabala ebraica

La cabala, cabbala, qabbaláh o kabbalah (letteralmente 'ricevuta', 'tradizione') è l'insieme degli insegnamenti esoterici propri dell'ebraismo rabbinico, già diffusi a partire dal XII-XIII secolo; in un suo significato più ampio, il termine intende quei movimenti esoterici sorti in ambito ebraico con la fine del periodo del Secondo Tempio.

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Carattere (tipografia)

Il carattere in tipografia è un blocchetto metallico di lega tipografica, composta da piombo, antimonio e stagno, che reca in testa una rappresentazione in rilievo e a rovescio di una lettera o di altri segni tipografici (numeri, punteggiatura, ecc…).

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Caratteri tipografici con grazie

I caratteri tipografici con grazie possiedono alle estremità degli allungamenti ortogonali detti grazie.

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Caratteri tipografici senza grazie

In tipografia, un carattere senza grazie o bastone (in inglese sans serif 'senza grazie'; talora solo sans) è un carattere privo dei tratti terminali (le 'grazie').

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Corsivo

In tipografia il corsivo, detto anche italico o aldino,Giorgio Inglese, Alberto Asor Rosa.

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Dittongo

In fonetica, un dittongo (greco δίφθογγος, "díphthongos", "con due suoni") è una combinazione di due vocali costituita da un rapido spostamento da un vocoide a un altro, spesso interpretato da chi ascolta come una vocale unica, cioè un singolo fonema vocalico.

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Ы

La Ы, minuscolo ы, chiamata Jery, è una lettera dell'alfabeto cirillico.

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Fono

Un fono (dal greco phōnḗ, "suono", "voce") è un suono linguistico, ossia un suono del linguaggio umano, prodotto dall'apparato fonatorio.

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Futuro semplice

Il futuro semplice è una forma verbale del modo indicativo.

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Gematria

La gematria, anche ghimatriah, ghematriah o ghematria (traslitt. gēmaṭrijā) è una scienza dell'ebraismo che studia le parole scritte in lingua ebraica e assegna loro valori numerici: questo sistema afferma che parole e/o frasi con valore numerico identico siano correlate, o dimostrino una qualche relazione col numero stesso, applicato, per esempio, all'età di una persona, a un anno del calendario ebraico o simili.

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Geroglifici egizi

I geroglifici egizi sono i segni scolpiti che compongono il sistema di scrittura monumentale utilizzato dagli antichi Egizi, che combina elementi ideografici, sillabici e alfabetici.

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Gesù

Durante gli ultimi anni della sua vita, Gesù ha svolto la sua attività di predicatore, guaritore ed esorcista in Galilea e nella provincia romana della Giudea, nella regione storica della Palestina.

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Grafema

Con il termine grafema si indica il segno elementare e non ulteriormente suddivisibile che costituisce l'unità minima dei sistemi di scrittura: un grafema rappresenta un'unità linguistica (un fonema, una sillaba o un morfema).

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Halakhah

Halakhah (ebr. הלכה) — traslitt. anche con Halakha, Halakhà, Halacha, o Halocho; plur. halakhot — è la tradizione "normativa" religiosa dell'Ebraismo, codificata in un corpo di Scritture e include la legge biblica (le 613 mitzvòt) e successive leggi talmudiche e rabbiniche, come anche tradizioni e usanze.

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He (lettera)

La Hĕ è la quinta lettera di molti alfabeti semitici, tra cui l'alfabeto fenicio, quello aramaico, ebraico (ה), siriaco e arabo (hāʾ - ه).

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I

I è la nona lettera dell'alfabeto italiano.

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Iodio

Lo iodio (o, in forma arcaica, jodio) è l'elemento chimico di numero atomico 53.

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J

La J, in italiano chiamata i lunga o i lungo, o anche con il nome inglese jay, con pronuncia però italianizzata in "gèi" o "géi" e quindi scritto anche direttamente gei, è la decima lettera dell'alfabeto latino moderno.

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Jod

Jod, nella scrittura greca, è un segno grafico introdotto dai linguisti nel XIX secolo sulla base della lettera Jj dell'alfabeto latino, per rappresentare il fonema nella lingua greca arcaica, suono semiconsonantico corrispondente a "i" seguita da vocale (esempio ieri).

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Lingua aramaica

L'aramaico è una lingua semitica che vanta circa 3.000 anni di storia. In passato fu lingua di culto religioso e lingua amministrativa di imperi. È la lingua in cui furono in origine scritti il Talmud e parte del Libro di Daniele e del Libro di Esdra. Era la lingua parlata correntemente in Israele (accanto al greco) ai tempi di Gesù. Attualmente, l'aramaico è utilizzato: in Siria nei villaggi di Ma'lula, Bh'ah, Hascha, Kamishlié. In Turchia: Tur-Abdin, Mardin. Nel Nord dell'Iraq: Krakosh, Elkosh, Erbil (la capitale della regione curda), Ankawa. L'aramaico appartiene alla famiglia linguistica delle lingue afro-asiatiche e alla sottofamiglia delle lingue semitiche (più precisamente, il gruppo nordoccidentale di cui fanno parte le lingue cananaiche, tra cui l'ebraico).

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Lingua ebraica

Con lingua ebraica (in ebraico israeliano: עברית, ivrit) si intende sia l'ebraico biblico (o classico) sia l'ebraico moderno, lingua ufficiale dello Stato di Israele e dell’oblast autonoma ebraica in Russia, che conta circa 7 milioni di locutori (oltre che un cospicuo numero di ebrei della Diaspora); l'ebraico moderno, cresciuto in un contesto sociale e tecnologico molto diverso da quello antico, contiene molti elementi lessicali presi in prestito da altre lingue.

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Lingua fenicia

La lingua fenicia, o fenicio, era la lingua, oggi estinta, degli antichi Fenici.

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Lingue semitiche

Le lingue semitiche sono un ramo delle lingue afro-asiatiche parlate in Africa e Asia.

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Mano

Nei primati la mano è l'organo prensile che si trova all'estremità del braccio, collegato a questa tramite il polso.

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Mater lectionis

Una mater lectionis (locuzione latina che significa "madre di lettura", in ebraico אם קריאה) è una consonante di un abjad adoperata per trascrivere suoni vocalici.

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Misticismo ebraico

Il misticismo ebraico indica le differenti forme di misticismo nella varie ere della storia ebraica.

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Nomi di Dio nella Bibbia

Per nomi di Dio nella Bibbia si intendono i vari appellativi ed espressioni utilizzati nella Bibbia e nella tradizione ebraica per riferirsi a Dio.

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Ortografia

L'ortografia è la parte della grammatica costituita dall'insieme delle norme che regolano il modo corretto di scrivere secondo il sistema di scrittura di una data lingua.

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Persona (linguistica)

In linguistica, la persona è una categoria grammaticale.

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Pittografia

La pittografia è una forma di scrittura in cui il segno grafico (detto pittogramma) rappresenta l'oggetto visto e non il suono usato per identificarlo (come invece avviene nelle scritture sillabiche, consonantiche ed alfabetiche).

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Prefisso

Un prefisso, in linguistica, è un morfema che è affisso all'inizio di un lessema per modificarne o precisarne il significato.

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Punteggiatura

In una lingua scritta la punteggiatura (o interpunzione) è un sistema di segni (facenti parte del gruppo dei paragrafemi), detti "di punteggiatura" o "di interpunzione", usati per iniziare, terminare o separare frasi, parti di frasi o parole.

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Quantità vocalica

In linguistica, la quantità vocalica fonologica indica la lunghezza dei fonemi vocalici, intesa con valore distintivo.

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Rashi

Rabbino medievale francese, fu un rinomato e altamente stimato contributore aschenazita dello studio della Torah. È famoso come autore di un vasto commentario del Talmud e di un esaustivo commentario del ''Tanakh'' (Bibbia ebraica). È considerato il "padre" di tutti i commentari talmudici che seguirono (per esempio, Baalei Tosafot) nonché le esegesi bibliche (per es., Ramban, Ibn Ezra, Chaim ibn Attar, et al.)., chabad.org Acclamato per la sua capacità di presentare il significato basilare del testo in modo sintetico e lucido, il Rashi attrae sia gli studiosi eruditi che gli studenti novelli, e le sue opere rimangono il fulcro dello studio ebraico contemporaneo. Suo commento al Talmud, che copre quasi tutto il Talmud babilonese (un totale di 30 Trattati), è incluso in tutte le edizioni del Talmud sin dalla sua prima stampa di Daniel Bomberg negli anni 1520. Il suo commentario del Tanakh - specialmente quello del Chumash ("cinque libri di Mosè") - è un aiuto indispensabile agli studenti di tutti i livelli. Quest'ultimo, da solo, serve come base per più di 300 "supercommentari", che analizzano la scelta di Rashi del linguaggio e delle citazioni, scritti da alcuni dei più grandi nomi della letteratura rabbinica. La prima versione ebraica del commentario del Pentateuco, a caratteri mobili, venne stampata a Reggio Calabria nel 1475 da Abraham ben Garton. L'innovazione essenziale portata da Rashi sta nel fatto che, anziché continuare solo nel solco della tradizione del Midrash, egli inizia un commento delle Scritture più aderente al significato letterale delle parole. Il cognome Yitzhaki deriva dal nome di suo padre, Yitzhak. L'acronimo è a volte anche liberamente esteso a Rabban Shel Yisrael (Maestro d'Israele), o Rabbenu SheYichyeh (Nostro Rabbi, possa egli vivere). Viene citato nei testi ebraici e aramaici come (1) "Shlomo figlio di Rabbi Yitzhak," (2) "Shlomo figlio di Yitzhak," (3) "Shlomo Yitzhaki," ecc. Nella letteratura più antica, Rashi viene saltuariamente citato come Jarchi o Yarhi, con l'acronimo interpretato da Rabbi Shlomo Yarhi. Si pensa si riferisse al nome ebraico di Lunel in Provenza, comunemente fatto derivare dal francese lune "luna", ירח, dove si assume Rashi abbia vissuto in un qualche periodo o addirittura sia nato, o per lo meno dove i suoi avi risiedevano. Richard Simon e Johann Wilhelm Wolf affermano che solo gli studiosi cristiani si riferivano al Rashi col nome Jarchi e che tale epiteto era sconosciuto agli ebrei. Il domenicano Bernardo de Rossi (1687–1775) tuttavia dimostrò che anche gli studiosi ebrei si riferivano al Rashi con l'appellativo Yarhi. Nel 1839, Leopold Zunz (1794-1886) asserì che l'uso ebraico di Jarchi era una diffusione fallace di un errore commesso da scrittori cristiani, e che invece bisognava interpretare l'abbreviazione come è conosciuta oggi, cioè: Rabbi Shlomo Yitchaki. Di conseguenza, a partire dalla seconda metà del XIX secolo, l'appellativo Jarchi venne considerato obsoleto. L'evoluzione di questo termine è stato esaminato esaustivamente fino alle sue origini. Rashi e la sua famiglia sopravvissero alla grande persecuzione antisemita quando aveva 45 anni; molti dei suoi insegnanti, che erano tra i più grande saggi aschenaziti dell'Ebraismo e suoi mentori, non sopravvissero. Dopo l'incendio delle yeshivah a Magonza e Worms da parte dei crociati, Rashi fondò una scuola di successo a Troyes, che durò per generazioni (fino alla seconda crociata). Anche gli insegnanti delle yeshivah e la comunità di Spira con cui Rashi aveva a che fare vennero distrutti durante il suo tempo.

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Scriba

Il termine scriba indica coloro che, in culture ed epoche diverse, si occupavano di scrivere, tenere la contabilità e altre attività legate al mondo della scrittura e dei libri.

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Storia dell'alfabeto

La storia dell'alfabeto è solo una parte della storia della scrittura.

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Suffisso

In linguistica il suffisso è un elemento che è posto alla fine di un tema o di una radice per formare una parola.

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Tempo (linguistica)

In linguistica, il tempo è una categoria grammaticale.

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Tetragramma biblico

Il tetragramma biblico è la sequenza delle quattro lettere (in greco: tetragràmmaton; τέτρα, «quattro» e γράμματα, «lettere») ebraiche che compongono il nome proprio di Dio (lat. theonymum) descritto nel Tanakh: (yod, he, waw, he, da leggersi da destra a sinistra).

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Tipo di carattere

Il tipo di carattere, In tipografia e in informatica, è un insieme di caratteri tipografici caratterizzati e accomunati da un certo stile grafico o intesi per svolgere una data funzione.

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Tipografia

La tipografia (dal greco τύπος, «impronta» e γράφειν, «scrivere») è la tecnologia per produrre testi stampati usando matrici in rilievo (rilievografia) composte di caratteri mobili o di cliché inchiostrati.

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Torah

La Tōrāh (a volte scritta Thorah, o Torà: "istruzione, insegnamento") è il riferimento centrale della tradizione religiosa ebraica e ha una vasta gamma di significati.

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Traslitterazione

La traslitterazione (o translitterazione) è l'operazione consistente nel trasporre i grafemi di un sistema di scrittura nei grafemi di un altro sistema di scrittura (generalmente un alfabeto), in modo tale che ad uno stesso grafema o sequenza di grafemi del sistema di partenza corrisponda sempre uno stesso grafema o sequenza di grafemi del sistema di scrittura di arrivo, e questo indipendentemente dalla pronuncia delle due lingue.

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Vangelo secondo Matteo

Il Vangelo secondo Matteo (in greco) è uno dei quattro vangeli canonici del Nuovo Testamento e uno dei tre vangeli sinottici.

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Vocale

In fonetica, una vocale è un fono che ha come realizzazione prevalente un vocoide.

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Vocale anteriore chiusa non arrotondata

La vocale anteriore chiusa non-arrotondata è un tipo un suono vocalico usato in molte lingue parlate.

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Waw

Wāw o Vav (anche vau) è la sesta lettera nella gamma di lingue protosinaitiche nordoccidentali e viene quindi inclusa nell'alfabeto fenicio, aramaico, ebraico, siriaco e arabo ("sesta" nel tradizionale ordine abjad, 27ª nel ordine arabo moderno).

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Riorienta qui:

Jodh (lettera), Yodh, י.

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