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17 relazioni: Arti marziali giapponesi, Atarashii Naginata, Bambuseae, Bokken, Corazza, Dojo, Elmo, Guanto d'arme, Kendō, Koryū, Lacca (tecnica), Periodo Edo, Scarsella (armatura), Schiniere, Shinai, Spallaccio, Vetroresina.
Arti marziali giapponesi
La locuzione arti marziali giapponesi si riferisce all'enorme varietà di arti marziali sviluppatesi in Giappone. Nella lingua giapponese vi sono almeno tre termini che vengono usati indifferentemente per definirle nella loro totalità: o "via marziale",, sommariamente traducibile come "arte della guerra", e, ossia "arte marziale".
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Atarashii Naginata
Due praticanti di naginata mentre eseguono un ''kata'' L', o semplicemente è un'Arte marziale giapponese moderna, ovvero una forma di, ed uno sport da combattimento che deriva dall'evoluzione delle tecniche di combattimento con la naginata (長刀?) anticamente utilizzate dai samurai (侍?) nel naginatajutsu (薙刀術?).
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Bambuseae
Bambuseae Kunth ex Dumort., 1829 è una tribù di piante spermatofite monocotiledoni appartenente alla famiglia delle Poacee (ex Graminaceae) e sottofamiglia Bambusoideae.
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Bokken
Il è una riproduzione della spada giapponese realizzata in legno. Viene utilizzata principalmente nell'allenamento delle arti marziali che prevedono appunto l'uso della spada: nel Kendō, in particolare, viene usata per l'esecuzione dei dieci kata.
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Corazza
La corazza è un indumento protettivo utilizzato per difendere il busto di colui che la indossa da danni intenzionali o casuali durante un combattimento militare; è tipicamente associata al soldato.
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Dojo
è un termine giapponese che indica il luogo dove si svolge la pratica delle arti marziali. In origine il termine, ereditato dalla tradizione buddhista cinese, indicava il luogo in cui il Buddha ottenne il risveglio e per estensione i luoghi deputati alla pratica religiosa nei templi buddhisti.
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Elmo
Lelmo è un'arma bianca difensiva atta a proteggere passivamente la testa del portatore. Si tratta di uno degli accorgimenti difensivi più antichi cui il genere umano ha fatto ricorso per garantire la propria incolumità durante gli scontri.
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Guanto d'arme
Il guanto d'arme (Kampfhandschuh in lingua tedesca, Gauntlet in lingua inglese) è un guanto rinforzato o composto da sezioni metalliche utilizzato per proteggere la mano, il polso e, negli esemplari di maggiori dimensioni, l'avambraccio del portatore.
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Kendō
Il è un'arte marziale giapponese, ovvero una forma di, ed uno sport da combattimento che deriva dall'evoluzione delle tecniche di combattimento con la anticamente utilizzate dai nel ed in cui i praticanti indossano un' e usano per colpirsi a vicenda.
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Koryū
è una parola giapponese che si traduce in "antica scuola" o "antica tradizione" soprattutto nel contesto delle arti tradizionali giapponesi (arti marziali, artigianato) che risalgono a prima della modernizzazione (Meiji).
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Lacca (tecnica)
La lacca è un oggetto in legno, ceramica o altri materiali, solitamente domestico o sacro, rivestito di lacca, che conferisce al medesimo una superficie liscia e brillante.
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Periodo Edo
Il, noto anche come indica quella fase della storia del Giappone in cui la famiglia Tokugawa detenne attraverso il bakufu il massimo potere politico e militare nel Paese.
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Scarsella (armatura)
La Scarsella (Tassets in lingua inglese) è un pezzo dell'armatura a piastre atta a proteggere la parte superiore della gamba, nel punto in cui la coscia si congiunge all'inguine.
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Schiniere
Lo schiniere o gambiera è quella parte dell'armatura che protegge parte della gamba, dal malleolo al ginocchio (anticamente copriva anche quest'ultimo) e che serviva per proteggere la parte che rimaneva al di fuori dello scudo.
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Shinai
Lo è una spada di bambù e costituisce lo strumento principe della pratica del; viene anche usato in altri tipi di arte marziale. Il termine shinai deriva da anche se i kanji usati per scriverlo sono quelli di "spada di bambù" (che eccezionalmente possono esser letti anche chikutō).
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Spallaccio
Lo spallaccio è l'elemento dell'armatura deputato alla protezione della spalla.
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Vetroresina
La vetroresina o VTR, è un tipo di plastica rinforzata con vetro, in forma di tessuti o TNT (tessuto non tessuto, feltro a fibre orientate casualmente) impregnate con resine termoindurenti, in genere liquide e a base di poliestere, vinilestere o epossidica, che induriscono dopo la lavorazione per intervento di catalizzatori e acceleranti.
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