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Epicari

Indice Epicari

Publio Cornelio Tacito negli Annales afferma che lei cercò di convincere Volusio Proculo o Valerio Proculo, un ufficiale neroniano, ad uccidere l'imperatore.

Indice

  1. 11 relazioni: Annales, Annales (Tacito), Congiura di Pisone, De mulieribus claris, Giovanni Boccaccio, Ippolito D'Aste, Liberto, Lucio Anneo Seneca, Nerone, Publio Cornelio Tacito, Volusio Proculo.

  2. Morti nel 65
  3. Schiavi e liberti degli imperatori

Annales

*Annales – parola latina che indica le raccolte sommarie di eventi che alcune civiltà hanno registrato di anno in anno.

Vedere Epicari e Annales

Annales (Tacito)

Annales è un'opera storiografica scritta dopo le Historiae da Tacito che descrive in modo annalistico le vicende dell'Impero romano dagli ultimi anni del principato di Augusto fino alla morte di Nerone, raccontando gli avvenimenti dal 14 d.C. al 68 d.C. Quindi, dal punto di vista temporale, l'opera copre i regni dei primi quattro imperatori romani succeduti ad Augusto; le parti giunte fino ai nostri giorni riguardano soprattutto i regni di Tiberio, Claudio e Nerone.

Vedere Epicari e Annales (Tacito)

Congiura di Pisone

La congiura di Pisone, o congiura pisoniana, che prende il nome da uno dei principali congiurati, Gaio Calpurnio Pisone, fu un complotto ordito contro l'imperatore Nerone nel 65.

Vedere Epicari e Congiura di Pisone

De mulieribus claris

De mulieribus claris o De claris mulieribus (italiano: Le donne famose) è un'opera in lingua latina composta da Giovanni Boccaccio tra l'estate del 1361 e quella del 1362, e che raccoglie le biografie di 106 donne famose.

Vedere Epicari e De mulieribus claris

Giovanni Boccaccio

Conosciuto anche come "il Certaldese", fu una delle figure più importanti nel panorama letterario europeo del XIV secolo. Alcuni studiosi (tra i quali Vittore Branca) lo definiscono come il maggior prosatore europeo del suo tempo, uno scrittore versatile che amalgamò tendenze e generi letterari diversi facendoli confluire in opere originali, grazie a un'attività creativa esercitata all'insegna dello sperimentalismo.

Vedere Epicari e Giovanni Boccaccio

Ippolito D'Aste

Figlio del dottor Giacomo Filippo D'Aste e di Margherita Rughi, Ippolito Nino venne battezzato il giorno 14 dicembre 1810 nella parrocchia di Recco con il nome di Ippolito Giuseppe Benedetto.

Vedere Epicari e Ippolito D'Aste

Liberto

Un liberto è una persona precedentemente schiavizzata che è stata liberata dalla condizione di schiavitù, generalmente tramite mezzi legali.

Vedere Epicari e Liberto

Lucio Anneo Seneca

Noto anche come Seneca il Giovane (per distinguerlo dal padre, Seneca il Vecchio) o semplicemente come Seneca, fu tra i massimi esponenti dello stoicismo eclettico di età imperiale ("nuova Stoà").

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Nerone

Regnò per quattordici anni, dal 54 al 68. Nerone fu un principe molto controverso nella sua epoca; ebbe alcuni innegabili meriti, soprattutto nella prima parte del suo impero, quando governava con la madre Agrippina e con l'aiuto di Seneca, filosofo stoico, e di Afranio Burro, prefetto del pretorio, ma fu anche responsabile di delitti e atteggiamenti dispotici.

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Publio Cornelio Tacito

Fu autore di varie e numerose opere: lAgricola (De vita Iulii Agricolae), sulla vita del suocero Gneo Giulio Agricola e in particolare sulle sue imprese militari in Britannia; la Germania (De origine et situ Germanorum), monografia etnografica sull'origine, i costumi, le istituzioni, le pratiche religiose e il territorio delle popolazioni germaniche fra il Reno e il Danubio; le Storie (Historiae), prima grande opera storiografica che tratta la storia di Roma dall'anno dei quattro imperatori (69) all'assassinio di Domiziano (96); gli Annali (Ab excessu Divi Augusti libri), seconda grande opera storiografica che tratta la storia di Roma dalla morte di Augusto (14) alla morte di Nerone (68).

Vedere Epicari e Publio Cornelio Tacito

Volusio Proculo

Comandante della flotta di Nerone della parte stanziata a Capo Miseno, vicino a Napoli (l'altra parte si trovava vicino a Ravenna), Volusio era anche il liberto che aveva partecipato all'uccisione di Agrippina, per ordine dell'imperatore e la sua condizione dimostra che Nerone assegnava alte cariche a uomini fidati, indipendentemente dall'estrazione sociale.

Vedere Epicari e Volusio Proculo

Vedi anche

Morti nel 65

Schiavi e liberti degli imperatori