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Farinata degli Scornigiani
Fu fratello di quel Gano degli Scornigiani citato da Dante in Purgatorio - Canto VI (...e quel da Pisa / che fé parer lo buon Marzucco forte.), collocato fra gli spiriti morti per forza, vale a dire deceduti per morte violenta nel pieno della gioventù e che ebbero dunque solo l'ultimo momento della loro vita per pentirsi dei propri peccati; alcuni commentatori propendono tuttavia per identificare con questo spirito lo stesso Farinata.
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Gano degli Scornigiani
Dante lo cita in Purgatorio - Canto VI (...e quel da Pisa / che fé parer lo buon Marzucco forte.), collocandolo fra gli spiriti morti per forza, vale a dire deceduti per morte violenta nel pieno della gioventù e che ebbero dunque solo l'ultimo momento della loro vita per pentirsi dei propri peccati; alcuni commentatori propendono tuttavia per identificare con questo spirito il fratello Farinata degli Scornigiani.
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Marzucco degli Scornigiani
Nel 1286 si fece frate e morì probabilmente nei primi anni del XIV secolo, ma Dante lo crede morto prima del 1300. Nell'ultimo decennio della sua vita fu a Firenze a S. Croce, ove Dante poté conoscerlo.
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Conosciuto come Degli Scornigiani.

