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4 relazioni: Alfabeto devanagari, Itihāsa, Kṣatriya, Purāṇa.
Alfabeto devanagari
La devanàgari (देवनागरी, IAST: devánāgarī, sanscrito:; detto anche nāgarī) è un alfasillabario ("abugida") usato in diverse lingue dell'India (sanscrito, hindi, marathi, kashmiri, sindhi, nepalese).
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Itihāsa
Illustrazione del Mahābhārata in un manoscritto databile, probabilmente, al XVIII secolo. Il termine itihāsa (sostantivo maschile sanscrito; devanāgarī; इतिहास; lett. "così dunque fu") si riferisce in modo collettivo alle scritture epiche induiste che valgono, nella cultura hindū, in qualità di storie-modello per la propria esistenza.
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Kṣatriya
Gli kṣatriya (con grafia anglicizzata kshatriya) sono la seconda casta nel sistema delle caste induiste, sotto ai bramini e sopra a vaiśya, śūdra.
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Purāṇa
I Purāṇa (devanāgarī: पुराण; lett. "antiche ") sono un gruppo di testi sacri hindū, redatti in lingua sanscrita, di carattere principalmente mitico e cultuale, il cui scopo primario è anche quello dell'educazione religiosa di coloro che non sono considerati dvija (i "nati due volte", i componenti delle prime tre caste hindū: brāhmaṇa, kṣatriya e vaiśya), quindi gli śudra e le donne, ai quali è severamente proibito l'ascolto o la lettura dei testi detti Shruti, ovvero le raccolte dei quattro Veda.
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