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7 relazioni: Carlo Gesualdo, Chiesa cattolica, Danila Comastri Montanari, Lingua latina, Tenebrae (romanzo), Tenebrae Responsoria, Ufficio delle Tenebre.
Carlo Gesualdo
Discendente di Guglielmo di Gesualdo e di una famiglia che vantava origini normanne, principe di Venosa, conte di Conza, barone di Montefusco, Gesualdo è conosciuto soprattutto per l'omicidio eseguito nel 1590 ai danni della sua prima moglie Maria d'Avalos e del suo amante, Fabrizio II Carafa, sorpresi in flagranza di adulterio.
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Chiesa cattolica
La Chiesa cattolica romana (dal latino ecclesiastico catholicus, a sua volta da), è la Chiesa cristiana che riconosce il primato di autorità al vescovo di Roma, in quanto successore dell'apostolo Pietro sulla cattedra di Roma.
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Danila Comastri Montanari
Laureata all'Università di Bologna in Pedagogia e in Scienze politiche, per vent'anni insegnò e compì molti viaggi. Nel 1990 scrisse il suo primo romanzo, Mors Tua che ottenne subito il riconoscimento del premio Tedeschi per gialli inediti.
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Lingua latina
Il latino è una lingua indoeuropea appartenente al gruppo delle lingue latino-falische. Veniva parlata nel Lazio (Lătĭum in latino) già agli inizi del I millennio a.C.; oggi rimane la lingua ufficiale soltanto di uno stato nel mondo: la Città del Vaticano.
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Tenebrae (romanzo)
Tenebrae è un romanzo giallo scritto da Danila Comastri Montanari, stampato nel 2005 dalla Hobby & Work nella collana Publio Aurelio, un investigatore nell'antica Roma.
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Tenebrae Responsoria
Responsoria et alia ad Officium Hebdomadae Sanctae spectantia è una raccolta di musica per l'Ufficio delle Tenebre della Settimana Santa del compositore italiano Carlo Gesualdo, pubblicata nel 1611.
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Ufficio delle Tenebre
LUfficio delle Tenebre o semplicemente le Tenebre è un ufficio liturgico della Chiesa cattolica, successivamente mutuato da altre confessioni cristiane, che si recita nei tre giorni che precedono la Pasqua ed è caratterizzato dallo spegnimento di quindici candele poste su una saettia, uno speciale candelabro di forma triangolare, e da un "terremoto" o "strepitus", un momento alla fine dell'ufficio in cui nella totale oscurità si battono i banchi con i libri o con le mani, producendo appunto uno strepito.

